A QUOTE

Il panorama dei web publisher mondiali è in continua evoluzione; Rupert Murdoch ha confermato di voler rendere gratuito il Wall Street Journal, imbarcandosi così nel più ambizioso azzardo mai sperimentato nell’editoria online. Il Wsj è un caso unico al mondo. Ricava infatti il 50% delle revenue dagli abbonamenti e il rimanente 50% dalla pubblicità.
Sempre in US il New York Times da alcuni di mesi si è convertito al gratis e da quando lo ha fatto ha aumentato del 34% i propri utenti e con conseguenti maggiori introiti pubblicitari che sembra hanno più che coperto le perdite da abbonamenti.
I grandi editori americani (ma anche in UK si sta battendo la stessa strada) hanno compreso due concetti fondamentali: il primo è che il valore del contenuto è l’asset principale attraverso il quale aumentare la audience online e di conseguenza vendere più pubblicità. Il secondo è che attraverso Google è possibile acquisire traffico qualificato (da una parte utenti che cercano contenuti dall’altra editori che questi contenuti li offrono gratuitamente) a costi più bassi rispetto al valore pubblicitario venduto sulle singole pagine. Considerando che il modello è altamente scalabile, sembrerebbe che gli editori anglosassoni stiano facendo molto bene i loro conti.